Giornale




L'Eroica 2015

15 marzo 2016

Difficile scrivere ancora quando tutto ciò che si legge de L'Eroica 2015 mette soggezione tanto è bello, profondo, sentito. Di alcuni condividi lo stile, di altri le battute ma l'anima la cogli in tutti, aperta anch'essa a quel sorriso contagioso, il comune filo che lega ognuno ad un'esperienza irripetibile altrove. Qua, a Gaiole in Chianti ora, è come quando si smontava il presepe da bambini, restano l'inverno e una felicità che è già nostalgia. La festa più bella è passata, compreso il suo Sabato del Villaggio. E quest'anno è stata più bella di sempre, questo popolo è cresciuto ancora, alimentato da ogni angolo di mondo; parla ormai tutti gli idiomi ma si esprime in due linguaggi universali quali il sorriso, appunto, e la passione. Stavolta ho pedalato anch'io. Alla diciannovesima ho fatto ciò che non mi era mai riuscito e, giustamente, si è messo a piovere. Niente di epico, solo un tono di colore in più al quadro, un filtro alle foto, un corredo di nuvole che ha giusto impreziosito gli sfondi. Acqua a infradiciare scarpe mai collaudate, schizzi di fango a rievocare le montagne dei vecchi Tour, un applauso quando ha rifatto capolino il sole ed una serie infinita di sipari, di gags, di selfies, di capannelli per metter su o via impermeabili, per una foratura, per un panorama in naturale HD. E i tanti che si sono cimentati coi Lunghi, nonostante il meteo, hanno raccontato di uno sport straordinariamente capace di fascinazione; il ciclismo e la sua bella fatica hanno un grande, giovane futuro e gli Eroici tutti sono chiamati a scriverlo. Un grazie ad ognuno di voi per ciò che mi avete fatto vivere; L'Eroica 2015 è stata un premio alla carriera.

Giancarlo Brocci - 


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